Uno tira l’altro. Sarete voi a dire basta

Se passate in Abruzzo e cercate qualcosa di veramente tipico, l’arrosticino è una tappa fondamentale per il vostro palato.

L’arrosticino, in dialetto “rustella”, è uno spiedino di carne di pecora cotto alla brace e rappresenta il piatto più iconico della tradizione abruzzese.

L’arrosticino non è un’improvvisazione culinaria, ma è il risultato certosino di una preparazione artigianale che nasce dal genio dei pastori in transumanza.

I pastori che partivano per i lunghi pascoli utilizzavano la carne delle pecore non più produttive, o di agnello castrato, che veniva tagliata a cubetti di circa un 1 cm e poi infilzata su piccoli spiedi appuntiti ricavati dal fusto di piante acquatiche presenti lungo le rive dei fiumi.

La preparazione artigianale dell’arrosticino, per quanto semplice possa apparire, nasconde invece una sapiente disposizione della carne magra e di quella grassa, un’alternanza indispensabile alla ricerca di un equilibrio perfetto, in modo tale che durante la cottura sulla brace la carne resti umida e succosa, tenera e saporita.

Per un totale e profondo apprezzamento della “rustella”, considerata ironicamente dagli abruzzesi “piatto sacro” della propria tradizione, si seguono regole precise e imprescindibili.

Innanzitutto gli arrosticini vanno cucinati alla brace sull’apposita “fornacella”, devono essere divorati caldi (perché l’arrosticino non si mangia, ma si divora) e accompagnati da una bruschetta unta con olio extravergine; infine irrorati da una buona compagnia e dall’immancabile Montepulciano d’Abruzzo, vino rosso locale dalla forte personalità.

Piccolo appunto. Non fatevi sorprendere a divorare gli arrosticini con forchetta e coltello, è considerato sacrilegio. L’arrosticino infatti và posizionato all’angolo della bocca e, con un gesto secco e deciso, si fanno sfilare in un solo boccone tutti i cubetti di carne.

Se è vero che le ricette tipiche di una terra parlano e raccontano della propria gente, l’arrosticino allora è indubbiamente “il piatto” più rappresentativo del popolo abruzzese. Il sapore forte, deciso, persistente dell’arrosticino è sicuramente un’istantanea fedele della loro identità.