a Mosciano Sant’Angelo c’è un colle che guarda la luna

Colle Leone non è una collina qualunque. È un colle speciale, un posto magico, reso straordinario da una persona altrettanto speciale.

Fausto Marini, astrofilo, creativo, artista della scienza e della natura, purtroppo scomparso qualche anno fa, scelse Colle Leone per avvicinare l’uomo alla luna, alle stelle, alla profondità del cielo, al mistero dell’universo.

L’”uomo della luna”, così come lo chiamavano gli amici e gli abitanti di Mosciano Sant’Angelo, decise agli inizi degli anni ’80 di costruire su questo colle, occupandosi personalmente di ogni singolo mattone, un osservatorio astronomico e, successivamente, un Planetario.

Oggi l’Osservatorio OACL, grazie alla passione e all’esperienza maturata in oltre 30 anni di attività nel settore dell’astronomia e della scienza, è meta di migliaia di visitatori e turisti.

Un flusso costante di astrofili, di appassionati o di semplici visitatori che, grazie all’opera di Fausto Marini e al suo amore per le stelle, ha generato un vero e proprio fenomeno di turismo astronomico.

Astronomia e Scienze Naturali, infatti, sono dotate di una particolare immediatezza che le rende in tutto e per tutto un “coinvolgente intrattenimento culturale”. Un intrattenimento che il personale qualificato dell’Osservatorio è riuscito a trasformare e differenziare a seconda delle diverse tipologie turistiche.

Un servizio stabile di visite guidate, eventi tematici e un programma sempre ricco di iniziative, offrono al turista occasioni uniche, suggestive, esperienze dal forte impatto emotivo.

Spettacolarità e contenuto, intrattenimento culturale e scoperta, meraviglia e stupore, ecco cosa propone l’Osservatorio Astronomico Colle Leone.

La gestione e l’attenzione garantite dello staff inoltre, permettono di organizzare serate riservate, ovvero l’opportunità di vivere serate astronomiche dedicate esclusivamente all’impresa e alla clientela turistica.

Un modo originale e particolare per vivere una serata indimenticabile tra le stelle, tra i pianeti, un’esperienza unica e straordinaria, un qualcosa insomma, come suggeriscono gli stessi operatori dell’OACL, “un qualcosa da raccontare a lungo”.

 

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